USANDO INTERNET. LE POSSIBILITA' PER LE ORGANIZZAZIONI SOCIALI Patrizio Di Nicola Sociologo, autore del libro Internet. Collegarsi con il mondo (Ediesse, lire 10.000) (Una versione leggermente modificata di quest'articolo e' apparso su: INDUSTRIA E SINDACATO, n. 11, Novembre 1995) 1. PREMESSA Negli ultimi mesi e' esploso il fenomeno della connettivita' tra computers: Internet, la "magica" rete delle reti, prototipo ed ispirazione delle Information Highways, occupa le pagine di quotidiani e riviste di larga diffusione. Ad Internet sono state dedicate trasmissioni sui piu' importanti network televisivi, nazionali e stranieri. Sono nati, anche in Italia, magazines specializzati nella navigazione della rete (almeno quattro in pochi mesi). I nuovi sistemi operativi della IBM e della Microsoft offrono, incluso nel prezzo, il software per le connessioni Internet. Le quali si possono acquistare, spesso a bassissimi costi, inferiori addirittura a quelli praticati negli Stati Uniti, da un numero sempre crescente di fornitori in competizione. Il messaggio e' chiaro: acquistato il computer bisogna pensare, come prima periferica per completare il sistema, al modem anziche' alla piu' classica stampante. Bisogna "essere digitali", come recita il titolo del diffusissimo libro di Nichlaus Negroponte, guru della comunicazione del MIT. Cio' non significa, naturalmente, che il potenziale utente abbia ben chiaro cosa si possa fare con Internet. Tutt'altro. Gran parte della pubblicistica, almeno all'inizio, ha privilegiato gli articoli "ad effetto": Internet come covo di terroristi telematici, la rete come veicolo per la diffusione di immagini e filmati cyber- porno, e cosi' via. Tanto che riviste autorevoli come Business Week e Time recentemente hanno fatto "marcia indietro" e, lasciati da parte gli scoop, hanno iniziato ad affrontare piu' la normalita' del fenomeno che non i suoi aspetti patologici. Scoprendo cosi' che Internet puo' essere davvero uno strumento utile per molte categorie di utenti: governi, aziende, associazioni, professionisti e, perche' no, singoli cittadini. 2. LO VOGLIO. MA CHE CI FACCIO ? Superato lo scoglio rappresentato dal "come si fa" grazie ad un numero crescente di libri, manuali e guide ad Internet, scritti in maniera piu' o meno comprensibile per il comune mortale e di dimensioni variabili (si va dalle 1000 pagine delle Internet Bible sino alle circa 100 del mio libricino) la domanda che il neo-linkers (cosi' vengono chiamati coloro che si collegano ad una rete telematica) si pone e' quasi scontata: "cosa ci faccio ?". La risposta, invece, non e' per nulla scontata. Contrariamente a quanto predicato dall'entusiasta Negroponte, che vede un futuro digitale tutto sommato standardizzato, in cui grandi Corporations della multimedialita' offriranno ai loro utenti servizi spettacolari e, soprattutto, "chiavi in mano", sono personalmente convinto che le applicazioni della microtelematica emergeranno dall'utilizzo creativo che singoli e organizzazioni ne faranno. Il che implica e giustifica la fase attuale, che puo' essere definita di "sperimentazione del nuovo media". Cosi', alla domanda "cosa ci faccio" bisogna sempre premetterne un'altra: "chi sono". L'uso prevalente, infatti, dipendera' dalla categoria dell'utente: le Pubbliche Amministrazioni potranno usare Internet per fornire servizi ai cittadini, le aziende ne sfrutteranno le potenzialita' commerciali, le associazioni vi diffonderanno i propri messaggi e interagiranno con gli iscritti, i singoli professionisti accederanno a servizi a distanza. I cittadini, infine, potranno farci un po' di tutto, dagli acquisti on-line sino alla coltivazione dei propri hobbies. 3. INTERNET PER LE ORGANIZZAZIONI DI RAPPRESENTANZA In che maniera, concretamente, un'organizzazione sociale (sia essa un sindacato o un'associazione) puo' sfruttare, sin da oggi, Internet ? E' opportuno distinguere due grandi aree di possibile utilizzo: quella esterna, che, tramite il World Wide Web (un insieme di collegamenti ipertestuali che, inventato dal CERN di Ginevra, e' divenuto in pochissimo tempo il "cuore pulsante" di Internet) apre l'associazione al grande pubblico, e quella interna, che si rivolge alle proprie strutture territoriali e agli associati. Comunicare con l'esterno e', tutto sommato, assai facile. Basta decidere come presentarsi (cioe' quali informazioni e servizi si intendono fornire a chi si collega alla propria "home page") e stipulare un accordo con un qualsiasi fornitore di connettivita' Internet. In questo modo sono entrati in Internet dai grandi sindacati, come il TUC inglese o l'AFL-CIO americano sino ai piccoli gruppi ambientalisti. Anche in Italia le associazioni di rappresentanza iniziano a farsi strada nella ragnatela: tra le prime ad aver utilizzato il nuovo media vi e', ad esempio, la Confartigianato, che offre addirittura due Web: il primo, eminentemente informativo e il secondo, di gran lunga piu' sofisticato, che permette a chi si collega di accedere (e fare ricerche) in alcune banche dati gestite dall'ente. Questo nuovo modello di comunicazione pubblica viene a costituire un canale aggiuntivo straordinariamente potente per diffondere le proprie idee. Ed altamente democratico: associazioni grandi o piccolissime hanno la stessa possibilita' di comunicare con il pubblico esterno, che per molti sarebbe impossibile raggiungere con i sistemi tradizionali. E', il caso, quindi, in cui vale piu' il messaggio che la struttura. Ma, come affermava McLuhan, "il media e' il messaggio". E, cosi', si assiste nei tempi piu' recenti alla nascita di associazioni su Internet, che utilizzano la Rete come unico strumento di comunicazione associativa. Va anche detto, pero', che attualmente l'uso di Internet, almeno in Italia, e' limitato quasi esclusivamente all'utenza universitaria e agli hobbisti evoluti del PC; il comune cittadino non possiede, molto spesso, ne' l'attrezzatura ne' la formazione per addentrarsi in rete. Si tratta di un problema che si risolvera' con la creazione dei "network civici". Un insieme, cioe', di grandi ragnatele di collegamenti dispiegate tra pubbliche amministrazioni, aziende e fornitori di connettivita' in cui il cittadino possa "entrare" tramite accessi pubblici, essendo supportato da un sistema formativo continuo e differenziato, che non releghi tutta l'istruzione ai primi sedici anni di vita, come avviene attualmente. E' pero' sulla sponda dell'utilizzo "interno" che si dispiegano le maggiori potenzialita' di Internet. Vi e', in pratica, la possibilita' di sfruttarla come una enorme "rete locale" dell'organizzazione. O, quantomeno, come una estensione delle reti eventualmente esistenti. Tutte le associazioni, come noto, hanno l'ambizione di mantenere un contatto "stretto" con i propri membri. Si tratta di una necessita' reale, che ha portato a sfruttare tutti gli strumenti via via disponibili: la stampa, il telegrafo, il telefono, il fax, persino la videoconferenza. Le reti pubbliche di comunicazioni dati aprono un nuovo capitolo nella comunicazione associativa. La possibilita' degli iscritti (siano essi singoli individui, aziende o associazioni periferiche) di "entrare dentro" l'organizzazione per leggere e prelevare testi, suoni e immagini e per lasciare messaggi personali o pubblici, rende non solo piu' semplice la comunicazione interna, ma permette anche una maggiore partecipazione alla vita dell'associazione. La grande novita' e' che si capovolge il rapporto classico che lega i due attori. Nel caso della comunicazione a stampa il "centro" invia le notizie (o le richieste di informazioni) e attende il feedback dei riceventi. Con l'uso delle reti digitali avviene anche il contrario. Sono gli associati che si collegano e interagiscono con l'associazione. Vi e' la possibilita' concreta, quindi, di costruire dal basso bollettini e notiziari che partono "dalle periferie", come anche di intervenire nel dibattito in corso o, addirittura, di votare in assemblee telematiche. Chi dirige l'associazione potra' sentirsi "meno solo": consultare molti su problemi cruciali che richiedono decisioni rapide e' un'opportunita' da non trascurare. 4. CONCLUSIONI Da quanto abbiamo sinora detto dovrebbe risultare evidente come Internet sia utilizzabile anche da organizzazioni che, non mettendo il lucro tra i propri scopi, sono state sinora frenate dalla presunta (e ampiamente sbandierata) "vocazione commerciale" del nuovo media. Internet, in realta', e' attualmente poco utilizzabile proprio per scopi commerciali. I problemi di sicurezza da risolvere per praticare lo home shopping (mantenere la riservatezza dei numeri di carta di credito trasmessi sulla rete, ad esempio) sono ancora tanti e complessi. Per questo, a mio avviso, sono proprio le organizzazioni sociali e "non profit" che possono oggi sfruttare al meglio, con un opportuno mix di creativita' e innovazione, le potenzialita' di Internet. Una rete della quale neanche gli esperti percepiscono lucidamente tutti i possibili utilizzi, ma che puo' divenire facilmente un formidabile veicolo per ripensare la comunicazione associativa. ------------------------------------------------ BOX: TRE ESEMPI CONCRETI DI UTILIZZO DI INTERNET a) Costruire su Internet un sistema di posta elettronica interna. Per un'organizzazione comunicare rapidamente (ad esempio tra diversi uffici posti in una stessa citta' o anche in citta' diverse) e' di vitale importanza. Lo testimonia la grande diffusione di fax, pony express e corrieri vari. Internet puo' risolvere egregiamente questa necessita'. Bastera' infatti acquistare da uno o piu' fornitori (nazionale o locali) una connessione per ogni ufficio che si desidera mettere in rete. A quel punto, tramite una telefonata urbana sara' possibile inviare lettere, circolari e documenti nella casella postale elettronica (mailbox) di una qualsiasi altra sede. Nonche', naturalmente, contattare utenti "esterni" all'organizzazione, ovunque siano dislocati. I vantaggi, ad esempio sui fax sono evidenti: i documenti arrivano a destinazione in forma digitale e possono quindi essere rispediti senza perdita di qualita' o letti con programmi di trattamento testi e, quindi, modificati o stampati. b) Consultare le banche dati disponibili nella sede centrale. Con la stessa logica appena descritta sara' possibile mettere a disposizione di tutta l'associazione il contenuto di archivi, banche dati, comunicati, circolari e qualsiasi altra informazione, (ivi incluso l'accesso, tramite la propria LAN - Local Area Network- ad archivi gestiti da altre organizzazioni o su CD ROM). E' pero' indispensabile collegare stabilmente uno o piu' dei propri computers (ma bastano anche dei semplici PC) alla rete Internet o con una linea telefonica dedicata (che sia, cioe', attiva 24 ore su 24) o sfruttando la tecnologia ISDN. In questo caso si dovra' porre la necessaria attenzione alle problematiche della sicurezza: in fin dei conti avremo "aperto" una porta sulla nostra rete e, quindi, bisognera' proteggerla contro gli accessi indesiderati. c) Creazione di un sistema di teleconferenza. Parlarsi e, contemporaneamente, vedersi in volto, e' usuale nel corso di riunioni e incontri. Molto meno quando si usa il telefono. Una delle possibilita' che Internet offre e' di costruire sofisticati sistemi simultanei di videoconferenza utilizzando strumenti tutto sommato poco costosi. Basta una videocamera digitale e un microfono dotati degli opportuni programmi per trasmettere e ricevere, assieme ai messaggi (scritti o parlati), anche le immagini. Ma senza voler essere sofisticati ad ogni costo, se ci si accontenta, e' possibile, senza costi aggiuntivi, "incontrarsi" periodicamente sulla rete e scambiarsi, in tempo reale, messaggi e chiacchiere scritte. E magari anche votare nel corso di assemblee "virtuali".