Il popolo di Internet

(di Patrizio Di Nicola, Sociologo, Università "La Sapienza" di Roma)

1. Se dovessi spiegare cos'è Internet ad un bambino utilizzerei la metafora della città e dei quartieri. La città è Internet, la Rete globale con i suoi milioni di cittadini, mentre i quartieri sono le singole sotto-reti (di università, enti pubblici, biblioteche, grandi e piccole aziende, ecc.) che ne costituiscono l'ossatura. Nei quartieri ci sono tanti palazzi (i computer host, cui si collegano i singoli utenti), destinati ad ospitare vari appartamenti (i Web, gli archivi FTP, le aree di discussioni, ecc.). Il tutto è interconnesso con strade, autostrade, vicoli e corridoi, di varie dimensioni e portata, realizzati tramite una complessa matrice di cavi telefonici, fibre ottiche, collegamenti sottomarini e satellitari. A differenza che nel mondo reale, su queste strade non si muovono nè oggetti nè persone, ma soltanto piccoli segnali digitali (i bit) che, scomposti e ricomposti opportunamente, riescono a trasportare qualsiasi tipo di informazione. Un'altra differenza con il mondo "fisico" è che gli appartamenti virtuali non sono quasi mai chiusi a chiave. Tutt'altro: i proprietari fanno di tutto per attrarre persone e costruire così una piccola comunità di affezionati: organizzano "salotti" (i newsgroups)in cui si discute di archeologia, videogames, problemi personali o di qualsiasi altro argomento; mettono a disposizione riviste e giornali o le foto di Giove scattate dal satellite Galileo un attimo prima di disintegrarsi; danno informazioni su quasi tutti i campi dello scibile umano, dalle previsioni del tempo sino alle quotazioni di borsa. Se il proprietario di casa è un'azienda userà il salotto anche per mostrare le sue mercanzie, a volte venderle, quasi sempre per ottenere opinioni e aiutare con una sorta di help desk i clienti. I salotti di Internet sono tutt'altro che selezionati secondo i criteri usuali di tali luoghi. Il ceto, qui, conta poco. In essi è possibile assistere ad animate discussioni che si svolgono tra persone radicalmente diverse: premi Nobel e giovani ricercatori, italiani e neozelandesi, capitalisti e lavoratori, docenti universitari e studenti delle scuole medie interagiscono tranquillamente, si scambiano opinioni, spesso si aiutano. Qualcuno ha definito tutto questo "villaggio globale". Più semplicemente, a mio avviso, è la rivincita degli interessi personali e della parola scritta sulle appartenenze di casta e il messaggio parlato. Vi è un'ulteriore particolarità in questi salotti: sono tutti collegati tra di loro e, quando si è stanchi, si può in tutta semplicità spostarsi in un'altro. Dove troveremo nuove persone, nuove attrattive, nuovi argomenti. Tutto questo è The Matrix, la matrice. Una architettura di dati in movimento tanto complessa da non poter essere descritta completamente. Se non forse, da alcuni scrittori di fantascienza cyberpunk come William Gibson o Bruce Sterling.

2. Accedere a Internet e' semplice ed economico, questo è il messaggio che viene dai molti interessati a svilupparne le potenzialità. E forse, e ancor di più, da quelli ansiosi di vendere nuovi computer "pronti per Internet" e sistemi operativi "integrati con Internet". La realtà è leggermente diversa, come sa chi usa la rete. Settare nella maniera giusta i modem è un'impresa da "guru" dell'informatica e riuscire a far funzionare la catena PC-Modem-Programma è una ruota della fortuna. A causa dello sviluppo anarchico che la rete ha avuto, trovare le informazioni che servono è materia spesso per specialisti. Non a caso in America è nata una nuova professione, quella dell'Internet Information Brocker: un esperto in ricerche sulla rete. Così gli scaffali delle librerie sono stracolmi di pubblicazioni su "come iniziare". (Anche chi scrive ha contribuito a questa proliferazione di testi per i principianti assoluti - ma almeno calmierando il prezzo attorno alle 10 mila lire). Anche i costi di accesso sono tutt'altro che trascurabili. Pur escludendo la spesa per computer, modem e accessori, un'ora di collegamento di un utente privato varia, in Italia, dalle 2 alle 10 mila lire, a secondo della tariffa telefonica applicabile. I costi salgono molto per aziende, università ed istituzioni, che necessitano di canali di trasmissione più veloci e potenti. E' auspicabile che la situazione possa cambiare in breve tempo. Ne è convinto, ad esempio, Bill Gates, il fondatore della Microsoft, che nel suo libro La strada che porta al futuro afferma senza mezzi termini che i costi di comunicazione si ridurranno così tanto che accedere alle autostrade dell'informazione diverrà praticamente gratuito. Vista la sua posizione, è certo che si adopererà con tutti i mezzi per realizzare la profezia.

Nella situazione attuale non stupisce, quindi, che Internet non sia distribuita in maniera "paritaria", nè nel mondo, nè all'interno di una stessa nazione. Il maggior numero sia di host sia di utenti si trovano, come tante altre cose belle, concentrati nei Paesi ricchi del pianeta. Secondo una rilevazione svolta dal Merit, una organizzazione americana che gestisce il segmento commerciale della rete, a metà ottobre dell'anno appena trascorso i computer collegati ad Internet erano oltre 6,6 milioni (1 ). Ai quali corrispondono, secondo una formula empirica (ogni host equivale a 7 - 10 utenti), tra i 50 e i 65 milioni di utilizzatori. (2 ) Circa l'85% dei quali sono concentrati in Nord America e nei paesi della Comunità Europea. La stessa fonte, tra l'altro, ci informa che i paesi ove non esiste neanche un collegamento sono ben 46 e che nazioni anche gigantesche, come la Cina, hanno si e no 10 host nella matrice. (Figure 1 e 2)

3. Chi sono questi cittadini telematici che affollano tutti i giorni la Rete ? Purtroppo la città virtuale non dispone di una istituzione paragonabile a un Comune e, quindi, neanche di un'anagrafe ove vengono registrate nascite e decessi. E neanche esiste un libro assimilabile all'elenco telefonico o alle pagine gialle, anche se qualcuno ha tentato più volte di scriverlo. Per capire un pò la sociografia di Internet (operazione questa di primaria importanza per chi voglia usare Internet come canale di pubblicità o per la vendita di prodotti) dobbiamo allora affidarci alle poche istituzioni che svolgono ricerche e sondaggi on line. Il GVU americano, un dipartimento dell'Università della Georgia, raccoglie periodicamente, grazie ad alcuni Web, migliaia di questionari di Internet users: 23.000 tra il 10 ottobre e il 10 novembre 1995, circa 13 mila nella ricerca precedente, svolta tra il 10 aprile e il 10 maggio 1995. Quali sono i risultati di queste indagini? Anzitutto si scopre che Internet si va femminilizzando. La presenza delle donne nella rete è attualmente a quota 30% , contro il 15% dello scorso aprile e il 10% alla fine del 1994. Ciò è avvenuto, particolarmente negli Stati Uniti, grazie all'aumento della presenza di studenti ed insegnanti di scuola media. In Europa, invece, la presenza femminile nella matrice è ancora limitata al 22%. L'utente di Internet è di razza bianca in circa 80 casi su cento, giovane - l'età media è di 32,7 anni, ma un terzo degli utenti ne ha tra i 21 e i 30 -, dotato di alti livelli di scolarizzazione e soprattutto, ha un reddito (magari familiare) assai alto: oltre 94 milioni annui. Gli europei, più modesti, hanno un reddito medio di "soli" 84 milioni. Nonostante che la prima di generazione di surfisti di Internet (cioè i giovani hobbisti super esperti di computer) si stia riducendo a favore di un'utenza più differenziata, Internet rimane un territorio di esplorazione privilegiato per chi lavora nel settore informatico (sono il 29,1%) e, soprattutto, in quello dell'educazione (30,9%). Ma, d'altro canto, il 40% dei net people non ha nulla a che spartire con questi due settori. Si tratta, però, di un pubblico tutt'altro che generico: professionisti, managers, ecc. L'uso di Internet è massiccio. Il 78% degli intervistati dichiara di usare Internet tutti i giorni, per un totale di varie ore alla settimana. L'utilizzo prevalente è, come potrebbe attendersi, legato ancora alla sperimentazione del mezzo: il 79% degli intervistati afferma di usare il proprio browser "for browsing" - cioè "saltando da un Web all'altro con estrema frequenza: una versione telematica dello zapping - e il 63% per divertirsi. La metà degli utenti si collega anche per lavoro e soltanto l'11% (ma si tratta pur sempre di 4-5 milioni di persone) per fare shopping. Molti di più, invece, quelli (60%) che si informano sui prodotti tramite le pagine Web e che giustificano con problemi di sicurezza la scelta di non acquistare i prodotti on line. Ma gli utenti di Internet dove trovano il tempo necessario per usare la rete ? I risultati della ricerca sono inequivocabili e dovrebbero dare molto da discutere ai mass-mediologi: sempre più la Rete sottrae pubblico alla televisione divenendo, così, lo svago (ma anche la sorgente di informazione) più gettonata dagli utenti. Si calcola che, alle dieci di sera, negli USA siano "sintonizzati" su Internet molte più persone di quante vedano, contemporaneamente, uno stesso programma televisivo. Non stupisce, allora, la crescita delle pagine commerciali su Internet: tramite esse è possibile entrare in contatto con un target di consumatori che potrebbe risultare molto problematico catturare in altri modi. Per finire, le lamentele: il 69% del campione afferma che le pagine grafiche (ormai "sovraccariche" di immagini, suoni e filmati) sono eccessivamente lente a comparire sullo schermo. Il disappunto, naturalmente, è corale da parte degli utenti che usano modem commerciali (14 o 28 Kbps), molto meno sentito da chi si collega da università o aziende, che dispongono nella maggior parte dei casi di linee dedicate ad alta velocità. Circa uno su tre lamenta anche la difficoltà di trovare informazioni della cui esistenza si è certi, mentre uno su quattro afferma di "perdersi", di tanto in tanto, tra le pagine visitate. Fenomeno, quest'ultimo, che darà luogo allo sviluppo di un settore nuovo nel mercato del software: quello degli "aiuti alla navigazione".

4. Gli italiani su Internet

E il cyberspazio nazionale ? Quanti lo frequentano, e che caratteristiche hanno ? In assenza di organizzazioni che raccolgono, come in America, dati e statistiche, l'indagine sulla penetrazione di Internet nella penisola non può che essere induttiva. (3 ) Partiamo anzitutto dal numero di host presenti in Italia: circa 46 mila a metà ottobre 95, con un tasso di crescita superiore al 50% l'anno. (4 ) Gran parte delle università sono ormai collegate (ma sono poche quelle che abilitano all'accesso anche gli studenti), gli Istituti di istruzione secondaria si affacciano timidamente nello spazio virtuale, mentre vi è un vero e proprio boom di providers (ormai oltre 200) e di home pages di aziende e associazioni. E' proprio il numero di providers che ci permette di stimare la consistenza dell'utenza extra-universitaria su Internet in circa 30.000 utenti. Altri 20 mila, probabilmente, sono invece quelli che accedono dalle università. Il Censis, che nel suo rapporto annuale dello scorso anno dedica varie parti alla cosìddetta Società dell'Informazione e a Internet in particolare, fornisce una serie di dati interessanti sugli utenti di Agorà, uno dei tre maggiori (con Video On Line e Mc Link) centri telematici italiani. Gli abbonati ad Agorà sono maschi nel 78% dei casi, i giovani sino a 30 anni sono quasi il 44%, mentre il gruppo più numeroso (33,8%) si concentra in una classe di età molto ristretta, tra i 31 e i 40 anni. Si tratta di dati però poco generalizzabili, in quanto gli abbonati ad Agorà (circa 17 mila), almeno nel periodo cui si riferiscono i dati, non erano automaticamente anche abbonati ad Internet e in grande maggioranza fruivano soltanto dei servizi di base, gratuiti, della BBS. E' una avvertenza importante: anche MC link, che ha oggi circa 5.500 abbonati, ne aveva oltre 10.000 nel 1986, quando operava gratuitamente e senza collegamenti Internet. Gli utenti di MC Link costituiscono una comunità assai attiva: oltre i tre quarti si collega almeno una volta a settimana, generando un traffico di circa 2.000 ore giornaliere e "muovendo", ogni mese, circa 100 Gbyte di informazioni, l'equivalente di un paio di grandi biblioteche. Una delle attività più frequenti (circa 30% delle transazioni) è il trasferimento di files tramite FTP. Si tratta, quindi, di utenti evoluti, e lo dimostra anche il fatto che oltre il 50% accede grazie a un collegamento PPP o SLIP. Che necessita, come noto, di un computer ben attrezzato sia in termini di hardware che di software.(5 )

5. Tiriamo le somme

Internet è quindi una "comunità" un po' particolare, almeno se stiamo ai classici della sociologia. Tanto distante e, a volte tanto unita (si pensi al fenomeno dei newsgroups, circa 15.000, con un traffico di centinaia di milioni di messaggi l'anno), interagisce per lo più in "differita" -si lancia un messaggio, si attende la risposta per qualche giorno, la si legge quando si ha tempo, si risponde quando si può, in una sorta di inedita dilatazione temporale del tutto indipendente da quella spaziale - ma, ciònonostante, si ritrova, affezionata, nell'ambito dei servizi messi a disposizione del proprio provider. Che alcuni non cambierebbero per tutto l'oro del mondo. Alcuni potrebbero rifiutare, agli utenti di Internet, anche la qualifica di "comunità". Sono forse una comunità quelli che vedono il Costanzo Show ? Ma chi viaggia su Internet vive in un mondo rarefatto, vituale, solitario, e allo stesso momento affollato, interattivo e collaborativo. E' proprio questo che li rende una comunità. Alla quale, in breve tempo, sarà indispensabile offrire nuovi servizi, nuovi punti di incontro, nuove opportunità di lavoro e di formazione.


1 ) La tecnica di rilevazione consiste nell'inviare un breve segnale (detto ping) a tutti i computer sulla rete e, sulla base della risposta ottenuta, stimare l'esistenza fisica dell'host.

2 ) Sui numeri, per�, non c'� unanimit�. Altri istituti parlavano, nello stesso periodo, di 37 milioni di utenti (la Nielsen Media Research) o addirittura di "soli" 10 milioni (il Times Mirror Center for the People and the Press).

3 ) Sono per� molte le indagini in corso: tra le pi� importanti quella condotta dalla facolt� di statistica dell'universit� di Catania, che ha messo in linea un questionario che chiunque pu� compilare (la URL �: http://www.unict.it/facolta/economia/statistica/questionario.html)

4 ) Si tratta per� spesso di indirizzi secondari, per cui il numero di host fisici presenti in rete � assai pi� ridotto.

5 ) Si ringrazia Bo Arnklit, Direttore tecnico di MC LInk per la collaborazione .


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© 1995 Patrizio Di Nicola, Roma, Italia

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